Non sono uno di quelli che, tirato il sasso, si apprestano a nascondere la mano. In ventiquattro anni di vita non mi è mai capitato di scendere d’improvviso dalle nuvole, so bene cos’è la realtà e ne conosco alla perfezione la sua meccanica. Perciò mi stupisco di Fabio Fazio. Ma non solo di lui.
Mi stupisco di quelli che fanno casino, per poi chiedere scusa. Mi stupisco di quelli che urlano “lesa Maestà” riferendosi all’affronto subito da una certa carica dello Stato (maddeche?), che proprio come un’altra non è. Mi stupisco di chi teme che “in questo modo si possa minare il dialogo”. Mi stupisco di coloro che vogliono vivere in un paese di legalità, e dunque “via i rumeni”. Mi stupisco di chi non ricorda. Mi stupisco di chi, vent’anni fa, frequentava male: povero, Lui. Mi stupisco di chi, per zittire, querela - pare essere una moda che tira molto, negli ultimi anni.
Tutta la mia solidarietà va a Marco Travaglio e a tutti quei giornalisti che fanno il proprio lavoro con estrema serietà e con il massimo della professionalità.










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